Condannato a omicidio doloso per aver ucciso due ragazzi mentre guidava sotto l’effetto della droga.

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Il Tribunale di Roma ha condannato ieri a dieci anni di reclusione per il reato di omicidio doloso Stefano Lucidi, che il 22 maggio scorso, alla guidata di un automobile, sotto gli effetti di sostanze stupefacenti, aveva investito e ucciso due ragazzi che viaggiavano su  uno scooter.
 
Per la prima volta in Italia una sentenza riconosce una responsabilità penale dolosa a carico di chi causa la morte guidando in stato di ebbrezza o sotto l’azione di sostanze stupefacenti.

Il giudice ha ritenuto tuttavia che Lucidi, essendosi messo volontariamente alla guida di un’automobile in condizioni psichiche alterate, ha, nel caso specifico, accettato il rischio di uccidere qualcuno: valutando che chi si ubriaca o si droga, e poi inizia a guidare, può mettere in conto il pericolo derivante dalle sue menomate capacità di controllo. E se lo mette in conto, non può che rispondere di omicidio doloso.

Tale decisione, in questo senso, è impeccabile, poiché, secondo le regole del nostro codice penale, chi agisce accettando il rischio che dalla sua azione scaturiscano eventi dannosi deve comunque rispondere a titolo di dolo, e non di colpa.

La sentenza è tanto più significativa se si considera che l’imputazione per omicidio doloso nel caso di specie era stata configurata dal pubblico ministero fin dall’inizio dell’indagine, ma era stata trasformata in imputazione per omicidio colposo dal giudice delle indagini preliminari al quale era stata chiesta la convalida dell’arresto. Evidentemente il pubblico ministero ha insistito nella sua impostazione giuridica e, finalmente, un giudice, quello del giudizio, gli ha dato ragione.

La sentenza appare d’altronde tanto più significativa se si considera che il Parlamento, con il decreto sicurezza approvato quest’anno, proprio per garantire una repressione più forte di chi uccide guidando in condizione di ubriachezza o sotto l’azione della droga, ha specificamente previsto l’omicidio colposo commesso «con violazione delle norme sulla circolazione stradale, da un soggetto in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti»; e lo ha punito, anziché con la pena della reclusione da sei mesi a cinque anni come avviene normalmente nelle ipotesi di omicidio colposo, con quella assai più grave della reclusione da tre a dieci anni.

Fonte: La Stampa

Condannato a omicidio doloso per aver ucciso due ragazzi mentre guidava sotto l’effetto della droga.ultima modifica: 2008-11-27T10:22:00+01:00da fatamailinda
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