Mobbing e INAIL

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Sul tema del mobbing l’INAIL è intervenuto con la circolare del 17 dicembre 2003, n. 71, relativa a  “disturbi psichici da costrittività organizzativa sul lavoro, il rischio tutelato e diagnosi di malattia professionale, le modalità di trattazione delle pratiche”. (all.9)
Il riconoscimento della competenza Inail in materia di mobbing è derivato da un lato dalla sentenza della Corte Costituzionale n. 179/1988 e nel Decreto Legislativo n. 38/2000 (art. 10, comma 4), in base ai quali sono malattie professionali, non solo quelle elencate nelle apposite Tabelle di legge, ma anche tutte le altre di cui sia dimostrata la causa lavorativa, e dall’altro lato dalla norma del citato decreto che prevede l’indennizzo Inail anche per il danno biologico.


L’Inail ha ritenuto nella detta circolare che secondo un’interpretazione aderente all’evoluzione delle forme di organizzazione dei processi produttivi ed alla crescente attenzione ai profili di sicurezza e salute nei luoghi di lavoro, la nozione di causa lavorativa consente di ricomprendere non solo la nocività delle lavorazioni in cui si sviluppa il ciclo produttivo aziendale (siano esse tabellate o non) ma anche quella riconducibile all’organizzazione aziendale delle attività lavorative; secondo l’Istituto, tuttavia, tali condizioni ricorrano esclusivamente in presenza di situazioni di incongruenza delle scelte in ambito organizzativo, situazioni definibili con l’espressione “costrittività organizzativa”, e consistenti in una marginalizzazione dalla attività lavorativa, uno svuotamento delle mansioni, una mancata assegnazione dei compiti lavorativi, con inattività forzata, una mancata assegnazione degli strumenti di lavoro, in ripetuti trasferimenti ingiustificati, in una prolungata attribuzione di compiti dequalificanti rispetto al profilo professionale posseduto o per converso di compiti esorbitanti o eccessivi anche in relazione a eventuali condizioni di handicap psico-fisici, nell’impedimento sistematico e strutturale all’accesso a notizie, nell’inadeguatezza strutturale e sistematica delle informazioni inerenti l’ordinaria attività di lavoro, nell’esclusione reiterata del lavoratore rispetto ad iniziative formative, di riqualificazione e aggiornamento professionale, ed infine nell’esercizio esasperato ed eccessivo di forme di controllo.
Il rischio coperto riguarda le patologie psichiche derivanti dalle enunciate condizioni lavorative, e in tale rischio tutelato può essere compreso anche il cosiddetto “mobbing strategico” specificamente ricollegabile a finalità lavorative.
 
L’Inail peraltro ha espressamente precisato che le azioni finalizzate ad allontanare o emarginare il lavoratore rivestono rilevanza assicurativa solo se si concretizzano in una delle situazioni di “costrittività organizzativa” di cui all’elenco sopra riportato o in altre ad esse assimilabili; le incongruenze organizzative, inoltre, devono avere caratteristiche strutturali, durature ed oggettive e, come tali, verificabili e documentabili tramite riscontri altrettanto oggettivi e non suscettibili di discrezionalità interpretativa.
Sono invece esclusi dal rischio tutelato sia i fattori organizzativo/gestionali legati al normale svolgimento del rapporto di lavoro (nuova assegnazione, trasferimento, licenziamento), sia le situazioni indotte dalle dinamiche psicologico-relazionali comuni sia agli ambienti di lavoro che a quelli di vita (conflittualità interpersonali, difficoltà relazionali o condotte comunque riconducibili a comportamenti puramente soggettivi che, in quanto tali, si prestano inevitabilmente a discrezionalità interpretative).
 
La circolare è stata peraltro annullata dal TAR Lazio n. 5454 del 2005, (all.42) per profili di legittimità di carattere formale.
La richiamata sentenza del TAR Lazio ha annullato la circolare INAIL ma non il d.m. 27 aprile 2004, (all.10) recante l’elenco delle malattie per cui è obbligatoria la denuncia, ex art. 139 d.P.R. n. 1124 del 1965, nella parte i cui inserisce nella lista il “gruppo 7”, relativo alle malattie psichiche e psicosomatiche da disfunzioni dell’organizzazione del lavoro (c.d. costrittività organizzative): si tratta delle malattie psichiche e psicosomatiche quali il disturbo dell’adattamento cronico (con ansia, depressione, reazione mista, alterazione della condotta e/o della emotività, disturbi somatiformi) ed il disturbo post-traumatico cronico da stress.
 
Fonte: Corte Suprema di Cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo, Relazione tematica n. 142, Roma, 10 novembre 2008

 

Mobbing e INAILultima modifica: 2008-11-23T00:02:00+01:00da fatamailinda
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Un pensiero su “Mobbing e INAIL

  1. In internet sentenza 25/2007 ordinanza 101/07 tribunale camerino,illegittimo demansionamento,estromissione,eliminazione dall’ufficio di un lavoratore,condanna datoriale(dopo 6 anni inizio processi),al reintegro esclusivamente nelle precedenti mansioni.REINTEGRO eseguito dall’ufficiale giudiziario,poi ritenuto nullo dal primo giudicante e dal tribunale collegiale,il quale reputa necassario il giudizio di ottemperanza,(a sentenza definitiva,fra 10-15 anni)

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